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il metodo

Il metodo terapeutico che utilizzo si basa su un approccio pratico e orientato ai risultati chiamato Terapia Breve Strategica, con l’obiettivo di risolvere problemi psicologici in tempi brevi. Anziché concentrarsi sulle cause passate del disagio, questo metodo lavora direttamente su come il problema si manifesta nel presente e su quali strategie possano essere adottate per modificarlo in modo efficace.

Il processo terapeutico segue un modello che risulta strutturato nelle sue fasi, flessibile nelle metodologie e altamente personalizzabile negli obiettivi costruendo cosi gli incontri come un gioco di squadra in cui il risultato è più della somma della collaborazione tra professionista e paziente: un modo efficace ed efficiente per giungere a risultati ottimali ma soprattutto duraturi.

Tale metodo è suddiviso in tre fasi principali: valutazione del problema, intervento strategico e consolidamento dei risultati.

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Fase 1: valutazione e ridefinizione del problema

La prima fase consiste nell’analisi del problema, ma con un approccio innovativo rispetto alla terapia tradizionale. Il terapeuta non si sofferma sulle origini del disagio, ma cerca di capire quali tentate soluzioni il paziente sta mettendo in atto e che, invece di risolvere il problema, lo stanno mantenendo o aggravando.

Ad esempio, una persona con attacchi di panico, fobie oppure ansia potrebbe aver sviluppato nel tempo la tendenza a evitare le situazioni più temute, per timore o convinzione del non saperle affrontare. Questo evitamento, però, rinforza il problema anziché risolverlo; ad ogni evitamento infatti sarò sempre meno capace di affrontare quella situazione e mi convincerò sempre di più di non saperlo fare. Il terapeuta aiuta il paziente a riconoscere questi schemi disfunzionali e a ridefinire il problema da nuovi punti di vista.

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Fase 2: intervento strategico e tecniche di cambiamento

Dopo aver individuato il meccanismo che mantiene il problema, il terapeuta propone strategie concrete per modificarlo. La particolarità della Terapia Breve Strategica è che il paziente non riceve solo spiegazioni o interpretazioni, ma viene coinvolto in un processo attivo, con compiti ed esercizi specifici da svolgere tra una seduta e l’altra.

Le tecniche utilizzate variano a seconda del tipo di problema, ma spesso vengono proposti:

  • Domande ristrutturanti: sono domande particolari che, invece di mettere in difficoltà la persona, aprono scenari inaspettati di possibili soluzioni.

  • Prescrizioni paradossali: in cui al paziente viene chiesto di amplificare volontariamente un comportamento per prenderne progressivamente il controllo.

  • Tecniche di ristrutturazione cognitiva, per cambiare il modo in cui la persona percepisce il proprio problema.

  • Esercizi di esposizione graduale attraverso meccanismi neurologici o comportamentali: per superare paure e ansie attraverso un confronto progressivo con la situazione temuta.

 

Fase 3: consolidamento dei risultati e prevenzione delle ricadute

Una volta ottenuto un miglioramento, la terapia non si conclude immediatamente. La fase finale è dedicata al consolidamento dei risultati e alla prevenzione delle possibili ricadute. Il paziente impara a mantenere le nuove strategie apprese e a gestire in modo autonomo eventuali difficoltà future.

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"il problema non è cambiare forma, ma aver paura di farlo"

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©2019 di F.M. Psicologo

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