

FRANCESCO MARSILLI
Le Tecniche Ipnotiche Rapide
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"Tutto nella vita è ipnosi. Le persone non sono semplicemente in trance o coscienti, ma si muovono costantemente da uno stato di trance all’altro. Abbiamo trance per lavorare, per relazionarci, per guidare, per comportarci da genitori e persino trance che sembrano fatte per crearci una serie di problemi".
(Richard Bandler)
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L'ipnosi
Secondo ritrovamenti di antiche testimonianze scritte abbiamo la certezza che l'ipnosi fosse già utilizzata in ambito medico fin dall’antico regno di Egitto, circa 3500 anni fa, dove questo stato della mente veniva chiamato "sonno magico". Ma anche i sofisti greci come Gorgia e Senofonte utilizzavano la parola come strumento di ingresso in uno stato che rendeva più recettivi e disposti al cambiamento i loro interlocutori. Se osserviamo meglio possiamo capire che da millenni vi sono state culture e popoli di tutto il mondo che, in modo più o meno diretto, hanno utilizzato ed utilizzano ancora oggi gli stati ipnotici spontanei: i riti sciamanici di antiche popolazioni africane attraverso musica, danza e canto, le dimostrazioni di controllo del dolore da parte dei fachiri del medio oriente, le arti marziali di controllo del corpo dei monaci guerrieri nell'impero del Sol Levante, i mantra dei monaci buddisti tibetani e i loro riti di purificazione, ma anche le preghiere e gli incensi delle messe nella religione cattolica oppure i balli rotanti dei dervishi turchi. Questi sono alcuni dei moltissimi esempi di culture e sfruttano la naturale propensione della mente umana a entrare spontaneamente in stati alterati di coscienza attraverso la suggestione, il movimento, il respiro o la parola.
Fu però Franz Anton Mesmer verso la fine del 1700 che cercò di considerare scientificamente gli stati ipnotici nel tentativo di trovare dei protocolli scientifici razionali e dimostrabili che potessero spiegare gli stati ipnotici. Ad oggi sappiamo che i risultati del suo lavoro furono fortemente viziati dalla sua voglia di trovare a tutti i costi una razionalizzazione ad un fenomeno che di razionale ha ben poco. L'ipnosi e i fenomeni suggestivi ipnotici, per la loro natura irrazionale e fortemente soggettiva, sono tutt'ora privi di una dimostrazione scientifica oggettiva del come e perchè accadono. Sappiamo per certo che accadono e che hanno concreti risultati su mente e corpo, sappiamo che sono esclusivamente qualitativi, sfuggevoli alle misurazioni oggettive, sviluppando risultati diversi in ogni persona.
L’ipnosi è dunque uno stato alterato della nostra coscienza ma, per quanto questa definizione sia corretta, la proposizione "stato alterato di coscienza" nella migliore delle ipotesi scatena nelle persone l'idea di qualcosa di spaventoso, incontrollabile, di esterno a noi. Nella società illuminista e razionalista occidentale vi è una visione quasi mitologica del dominio della ragione e della consapevolezza: nel corso degli ultimi cento anni ci siamo convinti che solo logica, razionalità e controllo porteranno l'essere umano ad un futuro più luminoso. Quindi nella nostra società il dire che vi sia qualcosa che ci porti in uno stato alterato di coscienza viene visto come qualcosa di sconosciuto e incontrollabile, dunque qualcosa di pericoloso e fuori dal nostro controllo. Vedremo che, nella realtà dei fatti, è esattamente l'opposto.
Iniziamo a chiederci cos’è la coscienza. La coscienza è l’esserci, il fatto incontestabile di esistere e di essere nel mondo, il fatto che sto pensando che ora esisto e sento che sono reale. Lo stato è invece una caratteristica temporale della coscienza, il modo in cui la coscienza viene percepita in un determinato momento di tempo della nostra giornata. Alterato, invece, è un aggettivo che si indica un qualcosa a cui è stato tolto o aggiunto un qualche elemento che ne abbia cambiato la forma o la funzione. Basta soffermarsi un attimo sul significato delle parole per rendersi conto che essere in uno stato alterato di coscienza non significa null'altro che "sentire di essere presenti a noi stessi, in un certo momento, in modo diverso".
Non è una perdita di controllo ma un movimento volontario di focalizzazione delle nostre risorse.
La mente è un sistema che possiede delle capacità straordinarie di pensiero ma, in uno stato di coscienza normale, è costretta a pensare molte cose contemporaneamente. Mentre stai leggendo questo testo la tua mente, oltre a comprendere cosa stai leggendo, è contemporaneamente impegnata a percepire, catalogare e distinguere altre decine di stimoli interni ed esterni: i suoni che ti circondano, i ragionamenti che fai, la posizione del tuo corpo nello spazio, la temperatura esterna, la fame, la sete e i bisogni fisiologici, e ovviamente è pronta a reagire in millesimi di secondo a stimoli inaspettati. All’interno di uno stato alterato di coscienza (o stato ipnotico) invece la nostra mente è capace di focalizzare le sue energie su un singolo compito o scopo e quindi potenziare in maniera anche massiccia le nostre performance. Questo è lo stato ipnotico: uno spazio temporale in cui la nostra mente riesce a concentrare le proprie risorse su uno scopo, disperdendone solo una minima quantità.
A cosa serve l’ipnosi:
Nel mio lavoro utilizzo l’ipnosi per creare nella persona che me lo chiede uno stato volontario di totale e rilassata concentrazione, durante il quale si mantiene perfettamente intatta la volontà, si aumenta lo stato di attenzione e si riesce a trovare un luogo mentale dove concedersi del tempo liberi dai pensieri e dallo stress quotidiano, oppure dove sviluppare un particolare stato di concentrazione verso un obiettivo. Per questo l'utilizzo dell'ipnosi può essere un ottimo aiuto per problemi di insonnia, stanchezza, ansia, stress, dolori diffusi o specifici, attività sportive, difficoltà a parlare in pubblico, pensieri costanti e molti altri. Dopo aver guidato la persona alla scoperta del suo "luogo mentale" e attraverso questa esperienza, gli insegno a poterla ripetere in modo autonomo ed utilizzarla a suo piacimento.
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Ipnosi e Psicoterapia
Per capire a cosa serve e perché funziona l'ipnosi unita alla psicoterapia è necessaria una breve ma fondamentale introduzione alle neuroscienze.
Noi esseri umani ragioniamo, agiamo e sentiamo grazie ad un costante flusso di informazioni che il nostro cervello raccoglie dal corpo e dal mondo circostante, elaborando tali informazioni produce poi pensieri, emozioni e azioni. Tali informazioni vengono elaborate in modo parallelo da due diversi "canali" o "vie". Il primo è quello più moderno, si è sviluppato insieme al lobo frontale e è nelle zona più superficiale del nostro cervello; è la parte attraverso la cui evoluzione siamo siamo diventati Homo Sapiens Sapiens, quella che ci rende esseri umani; si chiama Telencefalo e contiene quello che è chiamato canale Telencefalico o Via Telencefalica. Da qui nascono tutti i ragionamenti coscienti, razionali, consapevoli e volontari, ma anche la nostra parte immaginativa e curiosa. Il secondo canale è invece quello più antico e lo condividiamo con la maggioranza dei mammiferi “evoluti”, si trova nella parte più profonda del nostro cervello e possiamo dire che c’è sempre stato; viene chiamato Paleoencefalo. Da qui passa il canale Paleoencefalico o Via Paleoencefalica . Qui nascono emozioni, sensazioni, istinto, riflessi, percezioni immediate.
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Qualunque stimolo o informazione elaborato dal nostro cervello passa contemporaneamente in questi due canali. Grazie alle più moderne ricerche nel campo delle Neuroscienze applicate all'attività Psicoterapeutica, si è potuto dimostrare quello che in fondo sappiamo da tempo ma ci ostinavamo a contrastare: ovvero che quello che ci guida davvero nella vita non sono ragionamenti e razionalità, ma sono le sensazioni e le emozioni. Queste ricerche hanno infatti dimostrato che emozioni e sensazioni create dal canale Paleoencefalico possono influire in modo massiccio sui ragionamenti razionali e lineari del Telencefalo. La cosa affascinante è che il Telencefalo influenza, al contrario, solo una piccolissima parte delle sensazioni create nel Paleoencefalo.
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Da questi risultati è chiaro che, se nella maggioranza dei casi i problemi psicologici dell’essere umano risultano irrazionali alla persona che gli subisce (quante volte sappiamo razionalmente che non dovremmo fare o pensare qualcosa, ma non riusciamo a non farla o non pensarla?), allora andare a tentare di agire un cambiamento solo sulla parte razionale non solo ha meno possibilità di produrre risultati positivi, ma rischia di complicare ulteriormente la situazione allungando i tempi del percorso psicoterapeutico. E’ quindi molto più efficace ed efficiente andare a “parlare” alla parte emotiva della nostra mente. Questo diventa possibile attraverso una buona psicoterapia che applichi le tecniche del linguaggio suggestivo insieme all'utilizzo di metafore, esempi, analogie e supportata dalle tecniche Ipnotiche Rapide.
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"fare la cosa migliore per sè stessi, non sempre rende felici"
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