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  • Immagine del redattoreDott. Francesco Marsilli

6° - "E se scopro di avere più problemi di quelli che penso?": come complicarsi la vita

Siamo ormai arrivati al sesto articolo della serie "Perché siamo tanto restii ad andare dallo psicologo?"

In questo articolo prendiamo in considerazione una modalità di pensiero che è diffusa sia nel campo psicologico che nel campo medico: quante volte ci è capitato di sentire di persone che non vanno dal medico perché preferiscono non sapere cosa hanno, oppure per la paura di dovere fare ulteriori -e costosi- esami che potrebbero evidenziare altre problematiche?

Dunque la sesta motivazione che spinge la persona a non rivolgersi ad uno psicologo è:


"E se scopro di avere più problemi di quelli che penso?"


Prima di iniziare a leggere questo articolo proviamo ad invertire la logica della domanda: "e se scoprissi che, quello che pensavo fosse un problema, in realtà non lo è?".

Molte volte infatti siamo convinti che un nostro determinato atteggiamento o pensiero sia problematico per il fatto che non vediamo gli altri agire o pensare come noi: in questi casi rivolgerci ad una persona (nel nostro caso uno psicologo professionista) che riesca a porre una diversa prospettiva al problema può essere illuminante. Un nostro pensiero o un atteggiamento può risultare "strano" se lo si confronta con quello degli altri, ma questo avviene per alcune semplici ragioni: non possiamo leggere nella mente altrui e, quindi, possiamo solo fare supposizioni di cosa e come gli altri pensino di questo atteggiamento. Inoltre, chi ci garantisce che anche l'altro non abbia gli stessi nostri atteggiamenti ma che, proprio come noi, ritenendoli bizzarri, non li nasconda oppure non ne parli? Oltre a questo c'è anche da dire che uno stesso pensiero o atteggiamento può essere espresso in moltissimi modi diversi, pur avendo la stessa origine.

Quindi, prima di fare troppe supposizioni sulla quantità di possibili problematiche che potreste avere, provate a pensare che spesso molti dei problemi che ci poniamo sono dati dal fatto che tentiamo di dare moltissime risposte alle domande sbagliate, chiudendoci in un loop ricorsivo in cui senza accorgercene continuiamo ad approfondire le stesse domande con le stesse risposte.

Per dirla in altro modo: spesso ci poniamo domande che non fanno altro che ripercorrere la nostra visione della realtà e, quindi, ci incastrano in un circolo vizioso in cui alle stesse domande diamo sempre le stesse risposte.

La persona intelligente dà le giuste risposte, ma il saggio pone le domande corrette; cerchiamo dunque di diventare un po' più saggi e un po' meno intelligenti.


Ti è piaciuto questo articolo? leggi anche il 7° e ultimo della serie. "Ma quanto mi costa!": perché non sai quanto ti costerà non andarci..

Pensi che questo articolo rispecchi quello che pensi? puoi chiedere consiglio contattandomi da qui

Lavoro in studio a Trento e online in tutta Italia

Dott. Marsilli Francesco



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