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  • Immagine del redattoreDott. Francesco Marsilli

1° - "io non ho problemi, sono gli altri che li hanno": vademecum per ragionare solo con sé stessi

Primo articolo della serie "Perché siamo cosi restii ad andare dallo psicologo?". Prenderemo in considerazione 7 diffuse motivazioni per cui una persona solitamente rifiuta o non prende in considerazione la possibilità di andare dallo psicologo, e cercheremo di sfatare punto per punto ognuna di queste.

Prima Motivazione


"io non ho problemi, sono gli altri che li hanno"


Siamo proprio sicuri che chi vede problemi solo negli altri non abbia, in verità, un problema CON gli altri?. Un costante pensiero rivolto "al proprio orticello", al proprio modo di pensare, agire e percepire la realtà circostante porta la persona a perdere la capacità di ragionare fuori dai suoi schemi.

Ma cosa sono questi schemi? La nostra mente compie ogni giorno milioni di operazioni mentali di ogni tipo e, per mantenere la propria operatività nel marasma di queste operazioni, ha trovato il modo di rendere più fluido e veloce il processo di elaborazione delle informazioni. Questa modalità di "risparmio energetico" si concretizza in un processo chiamato di economia cognitiva. Si tratta di un meccanismo psico-biologico teso a semplificare molti ragionamenti creando un sistema gerarchico di schemi di più facile interpretazione. Tali schemi sono molto facili da mantenere e molto difficili da lasciare o modificare proprio perché consentono un minore dispendio di energia, il che fa molto comodo alla nostra mente. Proviamo a fare un esempio pratico: quando vediamo una sedia, o una macchina, per quanto strana possa essere la forma di questo oggetto e da qualunque angolazione lo stiamo guardando, lo riconosciamo subito come "membro" della categoria "sedia" (o "macchina"). Questo accade perché la nostra mente ha creato nel tempo uno schema mentale che gli permette di non ragionare, ad esempio, sul numero di gambe o ruote, sull'inclinazione di quella immagine, sul colore, sulla forma, saltando cosi molti passaggi che differentemente sarebbero costati tempo e fatica. In questo modo, anche se vediamo una parte solo parziale dell'immagine dell'oggetto, riusciamo subito a riconoscerlo!

Il problema si pone quando questi rigidi schemi di categorizzazione vengono costruiti anche per pensieri e situazioni quotidiane nelle quali è invece necessaria una certa dose di flessibilità. Ci troveremo dunque nella situazione in cui due persone hanno visto la stessa scena ma la raccontano poi in modo diverso; è il classico esempio del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

Eh si, tutto ciò che sentiamo, pensiamo e percepiamo è modulato attraverso una rete composta da milioni di schemi che nel loro complesso formano ciò che noi siamo. Una visione rigidamente egocentrica della realtà (ma potremmo anche dire "un rigido schema di interpretazione della realtà") può quindi portare una persona a pensare davvero che i propri problemi siano dati dal modo in cui gli altri si comportano nei suoi confronti, non pensando però che, all'interno dei rapporti sociali interpersonali, vige la regola aurea della circolarità: in base a come ci si comporta e ci si mostra agli altri questi reagiscono di conseguenza e alla loro reazione seguirà una nostra percezione del loro comportamento, che darà quindi adito ad un nostro ulteriore comportamento. La morale della favola è: se pensi che siano solo gli altri il problema, forse sarebbe utile rivedere il come tu ti comporti con gli altri.

Nel caso, tutt'altro che raro, che una persona non veda nei suoi comportamenti nulla di strano, potrei pedantemente ribadire che spesso una visione rigida della realtà non è identificabile all'interno del sistema stesso che l'ha creata (è molto difficile, si sa, percepire oggettivamente i propri comportamenti) e proprio su questo punto entra in campo la specialità della psicologia il cui scopo primario è scardinare i meccanismi ridondanti e ripetitivi che la persona applica nella sua quotidianità; facendo questo la persona stessa si renderà consapevole dei propri rigidi schemi e li modificherà di conseguenza.


Ti è piaciuto questo articolo? leggi anche il 2° della serie: "Posso farcela da solo!":la rassicurante certezza della sofferenza prevedibile


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lavoro in studio a Trento e online da tutta Italia


Dott. Marsilli Francesco




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