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  • Immagine del redattoreDott. Francesco Marsilli

La gelosia che spezza l'amore

Alzi la mano chi non si è mai trovato in una relazione con un/a partner molto geloso/a, chi di voi ha sperimentato la frustrazione di dover rispondere ad una raffica di domande, intavolare infinite discussioni su un dettaglio insignificante di una serata o sul tentare in tutti i modi di rassicurare il/la proprio/a compagno/a della propria fedeltà o buona fede? Non temete, siete in ottima compagnia.

La gelosia che possiamo chiamare ossessiva, o più precisamente il dubbio ossessivo (o dubbio patologico) e il controllo ossessivo della fedeltà del partner sono delle vere e proprie patologie la cui incidenza ha visto una crescita considerevole negli ultimi vent'anni.

Ognuno di noi è geloso a modo suo e il sentimento della gelosia può anche essere un fattore positivo nella coppia, esprime un interesse all'unicità del rapporto e penso che a tutti noi sia capitato di provare una punta di piacere nel vedere o sentire un po' di gelosia da parta del/la nostro/a compagno/a.

Il problema sorge nel momento in cui la gelosia dell'altro travolge tutta la relazione fino a divenire il principale se non l'unico argomento di conversazione. Siamo qui in presenza della gelosia alimentata dal dubbio ossessivo.

Questa forma di gelosia presenta 3 aspetti fondamentali: il primo è il dubbio in assenza di prove ("non credo finché non vedo"), il secondo aspetto è la convinzione che i propri sospetti corrispondano alla realtà dei fatti ("i miei sospetti non sono frutto della mia mente ma fanno parte di una realtà che devo ancora scoprire"), il terzo fattore, strettamente connesso ai primi due, è la costante ricerca di rassicurazioni (la persona "bombarda" costantemente di domande il proprio partner alla ricerca di rassicurazioni).

Purtroppo la persona gelosa è convinta che queste tre azioni la aiutino a recuperare fiducia nella fedeltà del/la proprio/a compagno/a, mentre cosi facendo sta solo peggiorando la situazione: ora vediamo come.

Il dubbio in assenza di prove è un perfetto autoinganno giacché, se l'infedeltà si può dimostrare in molti modi, la fedeltà per sua stessa natura non ha modo di essere dimostrata. Cercare prove di fedeltà è quindi il corrispettivo di tentare di dimostrare l'esistenza di una divinità: non è fattibile se non attraverso la fede (da cui la parola fedeltà), cioè "credere a un qualcosa in assenza di prove certe".

La convinzione che i propri sospetti corrispondano alla realtà dei fatti è la parte "paranoica"

di questo disturbo, il dubbio della veridicità di ciò che pensa è sostituito con la necessità di "smascherare" il tradimento del partner perché il tradimento, nella mente del geloso, è reale, solo che non possiede ancora le prove per dimostrarlo. Il rapporto con l'altro quindi sarà incentrato sullo scoprire, attraverso controlli sempre più stretti e costanti domande, nuovi indizi che diano ragione alla sua realtà. Non servono prove concrete, un singolo sospetto può diventare prova schiacciante dell'infedeltà e, se il partner si innervosisce per le nostre continue domande e dubbi, ecco un'altra prova del suo tradimento! Abbiamo costruito un'ottima trappola dove qualsiasi cosa l'altro/a faccia andrà ad aumentare i suoi sospetti.

Terzo e ultimo fattore: La costante ricerca di rassicurazioni è invece quel meccanismo che, goccia dopo goccia, rende vera la realtà che la mente del geloso ha costruito. La persona che si trova a dover affrontare un dubbio ossessivo sulla gelosia viene letteralmente sommersa dai pensieri di gelosia in un turbine senza soluzione d continuità: "dove sarà? con chi sarà? mi avrà mentito? mi starà tradendo? sicuramente non è con chi dice di essere! sicuramente sarà con un'altra persona e cerca di nascondermelo! quell'amico/a magari non è un amico, di certo mi ha tradito/a anche con lui/lei!". Questi sono solo alcuni esempi di frasi e pensieri riportati dai pazienti stessi. Questi pensieri, dapprima fastidiosi e incostanti, diventano un mantra quotidiano che contribuisce attivamente a renderli reali. Se tutti i giorni ci chiediamo la stessa cosa, per quanto assurda possa essere, finiremo per avere davvero dei dubbi su quella cosa. Noi costruiamo attivamente la realtà che poi subiamo.


Vi sono sicuramente molte cause che hanno contribuito all'aumento di queste forme di disturbo. Una delle cause che può aver influito è la sempre maggiore possibilità di esercitare in modo semplice ed efficace un effettivo controllo su di noi e sulle persone che ci circondano. Internet, gli smartphone, applicazioni e dispositivi elettronici che permettono di tenerci sempre aggiornati e puntuali ma che permettono anche di sapere (o scoprire) una vastissima quantità di informazioni su chiunque, come ad esempio la proliferazione di applicazioni per spiare le chat e i social network del proprio partner.

Ma come sempre accade, ogni cosa ha due facce e, se tutte queste informazioni e possibilità di essere sempre connessi e controllare possono sicuramente tornare utili nel mondo odierno, possono anche trasformarsi in uno strumento di molto difficile da gestire.

La possibilità concreta di poter avere un maggiore controllo ha portato ad applicare alla realtà un maggiore controllo, creando di fatto un circolo vizioso in cui il controllo funge da dinamo di sé stesso. Diminuisce cosi la nostra capacità di gestire le incertezze e ciò che non possiamo controllare, creando ulteriore dubbio ed incertezza. Abituarsi alle certezza è comodo e veloce ma, abituati come siamo a controllare tutto, nel momento in cui ci troviamo a gestire da soli nuove e inaspettate incertezze qualcosa si incrina.

Variegati strumenti di controllo, dunque, come principale mezzo che l'odierna società ci ha fornito per gestire la nostra quotidianità ma, nel momento in cui perdo il controllo di qualcosa di non gestibile da altro se non da me, come una relazione emotiva, un'amicizia, un problema familiare o di lavoro...cosa succede? In una parte dei casi la persona tende ad applicare la stessa strategia che applica al resto della sua ordinata quotidianità: il controllo.

Ma un sempre maggiore controllo è destinato prima o poi a collassare su sé stesso: più rigidi si faranno gli schemi di comportamento, più minuziosa l'organizzazione e maggiormente fragile sarà l'equilibrio che mantiene in moto il tutto.


Ma come se ne esce?

Sappiamo che il dubbio ossessivo è un meccanismo che va ben oltre il controllo volontario, che non segue linee logiche razionali e che quindi nessuna risposta, per quanto logica e sincera, avrà la possibilità di placare la sete di gelosia e di incertezza. Il geloso cerca disperatamente una prova di infedeltà per dare ragione alla realtà che si è creato, una realtà in cui tutti i suoi sospetti sono veri. Ci troviamo di fronte ad un altro paradosso: piuttosto che pensare che la realtà creata sia fittizia, si attua una spasmodica ricerca delle prove che sia vera, e più prove tentiamo di dare che contrastano la sua realtà, più egli sarà convinto del contrario.


Leggi questo articolo per vedere un esempio pratico di una seduta tra psicologo e paziente per la cura del problema della gelosia



Se vi riconoscete in questi meccanismi e reazioni all'interno della vostra quotidianità, non perdete le speranze, un cambiamento è possibile!

Contattami, sicuramente potrò aiutarti

Lavoro in studio a Trento e online in tutta Italia


Dott. Marsilli Francesco


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